FRUTTI - PESCA - ALLERGIA ALLA PESCA

ALLERGIA ALLA PESCA

 

( Peach – Pêche )

 

  

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 frutteto di pesco - fiori di pesco

 

E’ il frutto del pesco (Prunus persica L.), albero probabilmente originario dalla Cina, dove viene coltivato fin dall’antichità.  I popoli occidentali avrebbero scoperto la pesca in Persia durante le conquiste di Alessandro il Grande e credendo che fosse originaria proprio di questa regione la chiamarono persica.
Il pesco è una pianta che può raggiungere i 5-8 metri di altezza, le foglie sono caduche; i suoi fiori di color rosa si schiudono in primavera prima delle foglie. Predilige i climi caldi.

La pesca è parente prossima dell’albicocca, della mandorla, della ciliegia e della prugna.
La pesca è una  drupa carnosa, tondeggiante, solcata longitudinalmente da un lato, coperta da una buccia tomentosa (=con peluria)  nelle pesche propriamente dette,  o glabra (priva di peluria) nelle pesche-noci o nettarine,  di vario colore. La polpa è succulenta, di sapore zuccherino più o meno acidulo, di color bianco o giallo o verdastro. La pesca presenta una tipica consistenza polposa e succosa, dovuta all'elevato contenuto in acqua ed alla presenza di pectina.
La maturazione dei frutti avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le cultivar più tardive.

 

 

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UTILIZZO

La pesca è ottima al naturale, ma può essere anche cotta, disidratata, messa in vaso, candita o congelata. Viene utilizzata per la preparazione di torte, macedonie, yogurth, gelati, sorbetti o soufflé. La pesca può anche essere trasformata in gelatina, in confettura, succo, composta, liquore e acquavite. Può accompagnarsi anche a piatti salati, con frutti di mare o volatili o carne di maiale.

 

SENSIBILIZZAZIONE per via digestiva.

 

ALLERGENI MOLECOLARI FINORA IDENTIFICATI
E CROSS-REATTIVITA’

 

Pru p 1 = è una proteina PR-10, Bet v 1-like.
E’ presente nella concentrazione di 0,26 microgrammi/grammo nella polpa e 0,6 microgrammi/g nella buccia. Possiede 59% di identità di sequenza aminoacidica con Bet v 1.
E’ del 98% l’identità con quella della ciliegia (Pru av 1): in vitro i soggetti positivi a Pru av 1 sono tutti positivi a Pru p 1. Si dovrebbe allora attendersi una concomitante allergia alla pesca e alla ciliegia  come in Germania e in Svizzera che hanno simili consumi: ma non è così e non sappiamo ancora perché.


Pru p 2 =  è una proteina taumatino-simile.
Si evidenzia maggiormente in prossimità della maturazione, e si trova in maggior concentrazione nella buccia.


Pru p 3 = è una Lipid Transfer Protein (LTP).
E’ la LTP della pesca, e viene considerato l’allergene principale sia per la pesca che per la cosiddetta sindrome da LTP, riscontrata principalmente dopo l’avvento della diagnostica molecolare.
Si trova in concentrazione molto più elevata nella buccia che non nella polpa.
Abrazem ha riscontrato 133 microgrammi/g nella buccia e 0,6 microgrammi/grammo nella polpa. Di più: se la buccia non viene lavata contiene LTP ancora di più rispetto a quella lavata. La peluria della buccia poi è particolarmente ricca di questa Pru p 3.
LTP e pollini 
- ASSENZIO SELVATICO. Il polline dell’assenzio contiene una LTP. Si è ipotizzato che una pollinosi all’assenzio possa essere all’origine della sensibilizzazione crociata con la pesca tramite proprio le LTP. Gli studi finora effettuati indicano che nella sensibilizzazione alla pesca l’assenzio selvatico non sia implicato, anzi è più probabile che sia la sensibilizzazione alla pesca ad indurre una reattività all’Art v 3.
- OLIVO. Anche il polline dell’olivo contiene una LTP : Ole e 7 e anche in questa situazione non ci sono elementi significativi che la pollinosi all’olivo possa indurre di per se stessa una reattività alla pesca. E’ possibile un ruolo addizionale in quanto si riscontrano le reazioni più gravi alla pesca nei soggetti allergici all’olivo con positività all’Ole e 7.
Si deve ricordare poi come che l’olivo come pure le graminacee inducono una reattività alle profiline, e queste talora hanno una importanza clinica rilevante. In tal senso vale anche per la pesca.
- PLATANO. Anche il polline del platano contiene una LTP: Pla a 3. Non ci sono elementi per pensare che questa LTP possa indurre reattività alle LTP alimentari.
LTP e altri componenti delle ROSACEAE
La LTP della pesca è implicata nelle reazioni allergiche con altri frutti della famiglia della Rosaceae, in particolare con albicocca, ciliegia e prugna.
LTP e altri frutti e vegetali contenenti LTP
Un alto livello di cross-reattività si riscontra tra frutti e vegetali che contengono LTP, comprendenti la castagna, il cavolo (con 50% di identità con la Pru p 3), la noce, la lattuga, la nocciola.
L’uva e il vino possono contenere proteine omologhe con la LTP della pesca e possono essere cross-reattive con la pesca stessa. (Vedi anche file specifico in Eziologia)
E’ stato pubblicato un caso di un giovane diciannovenne con una storia di sindrome orale allergica, che dopo aver mangiato una pesca presentava  ripetuti episodi di orticaria generalizzata e angioedema circa 15-20 minuti aver bevuto una birra. La causa allergenica risiedeva nella LTP dell’orzo che era presente nella birra. (Vedi anche file specifico in Eziologia)
E’ stato anche evidenziato da un altro studio come nei pazienti LTP-allergici  un aumentato livello  delle IgE alla LTP della pesca corrispondeva ad un aumentato numero di alimenti (diversi da quelli delle Rosaceae)  con test cutanei positivi e con sintomatologia clinica.
La pesca in numerosi casi tuttavia sembra giocare un ruolo di iniziazione  (o di amplificazione) nella sindrome alimentare da LTP.

Pru p 4 = è una profilina
Evidenzia una identità del 77% con Bet v 2 e del 93 % con Pru av 4 della ciliegia.

Pru p glucanase = 1,3-beta-glucanasi
Ricordiamo come una 1,3-beta-glucanasi isolata dal polline di Olivo dimostri essere un pan-allergene con cross-reattività a vari alimenti quali pomodoro, kiwi, patata, e pesca. 

ALTRE CONSIDERAZIONI AL DI FUORI DELLE LTP

- PESCA E CIPRESSO. In alcune regioni della Francia si sono osservate alcuni casi di allergia alla pesca in soggetti allergici al polline delle Cupressaceae. Gli studi finora eseguiti non dimostrano l’esistenza di una allergia crociata.
- PESCA E BETULLA. Si è osservato come nei territori dove si riscontra una sindrome betulla-mela ci sia anche un numero elevato di soggetti che evidenziano reazioni cliniche verso la pesca.
La relazione betulla-pesca è alla base della reattività crociata tra le proteine PR-10: Bet v 1 e Pru p 1.
- PESCA E PROFILINE. In assenza di presenza di Betulle, la reattività alla pesca può nascere da una sensibilizzazione alla LTP (Pru p 3) oppure alla profilina (Pru p 4).
Poiche’ la maggioranza dei soggetti allergici alla pesca sono anche pollinosici, possiamo attenderci di trovare risultati positivi per le profiline unitamente alla reattività alla LTP.
In realtà , anche in mancanza di betulle e quindi di LTP ,  la  rBet v 2  (la profilina) si dimostra spesso positiva per reattività crociata con le profiline dei pollini locali quali graminacee, olivo, e altre erbacee.
- PESCA E LATTICE. Non ci sono ad oggi dati sufficientemente provati la pesca faccia parte della sindrome “latex-fruits”.
- PESCA ED EFFETTI DEL CALORE E DELLA DIGESTIONE
Pru p 1 non resiste alla digestione gastrica ma ricupera la sua conformazione spaziale iniziale dopo riscaldamento a 95°C, a condizione che il pH ambientale non sia acido. Tale apparente stabilità della PR-10 Pru p 1 non è stata testata in questo tipo di esperienza  ad una temperatura che inducesse l’ebollizione del campione (100°C e oltre, es. marmellate).
La LTP Pru p 3 resiste assai bene al calore :  è stata riscaldata a 121 °C per 30 minuti mantenendo le sue proprietà allergeniche di fissazione alle IgE; inoltre resiste  alla digestione gastrica. Infatti è stato dimostrato come la LTP della pesca (Pru p 3) sia resistente alla proteolisi della pepsina in quanto dopo 24 ore de digestione era stata degradata solo nel 40%. E dopo la digestione duodenale rimangono alcuni frammenti  che sono sempre IgE reattivi..
- FATTORI AGRONOMICI E TECNICO-ALIMENTARI
Tipi diversi di pesca.
La ricchezza in LTP è variabile a seconda delle specie e i cultivar  con una variazione da 1 a 100 (32-33) , tuttavia non si sono dimostrate differenze sostanziali nella concentrazione dell’allergene Pru p 3  nelle varietà di pesca quando sono mature.
Non si è neppure dimostrato che variando la quantità di esposizione solare e l’entità della produzione per albero si siano riscontrati cultivar significativamente meno allergizzanti.
Lo stoccaggio.
A 4° C alcuni tipi di pesche riducono la loro concentrazione di LTP, non a 20°C.
Il riscaldamento a 121°C non distrugge l’allergene Pru p 3.
Neppure le proteasi riescono a distruggerlo.
La pelatura chimica delle pesche  e l’ultrafiltrazione del succo di pesca riescono a ridurre la concentrazione sempre del Pru p 3. Questo fatto viene riscontrato anche clinicamente, in quanto soggetti moderatamente allergici alla pesca (sindrome orale) possono tollerare le pesche in  scatola  o il succo di pesca.
Tuttavia la minore allergenicità della pesca risiede nella pelatura della frutta, che come scritto contiene grandi quantità di LTP. Ciò viene collegato al fatto che l’allergia alla pesca sia prevalente nei paesi produttori rispetto a quelli in cui la pesca viene soltanto commercializzata : infatti  le pesche commercializzate subiscono un processo di lavatura che riduce di circa il 40% il contenuto di LTP nella buccia.


Principali fonti documentali generali in Cultura Allergologica
Alcune fonti documentali specifiche:
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