LEGUMI - CECi - ALLERGI AI CECi

Allergia ai ceci


Cece (Cicer arietinum L.) - Cickpea - Pois chiche 


di Vasco Bordignon

Cenni generali

Il Cece esiste solo coltivato. La regione di origine è l’Asia occidentale da cui si è diffuso in India, in Africa e in Europa. Fin dai tempi antichi veniva utilizzato ad es. dagli Egizi, come pure dai Greci e dagli Ebrei.


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Il cece è una pianta annuale, con radice ramificata, profonda (fino a 1,20 m); gli steli sono ramificati, eretti o semiprostrati, lunghi da 0,40 a 0,60 m; le foglie sono composte, imparipennate [dicesi di una foglia composta, costituita da una o più paia di foglioline disposte a coppia ai lati della nervatura centrale e terminante all’apice con una sola fogliolina (foglioline in numero dispari) da www.actaplantarum.org], con 6-7 paia di foglioline ellittiche denticolate sui bordi, i fiori sono generalmente bianchi, per lo più solitari.

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Dopo la fecondazione autogama del fiore si forma un legume ovato oblungo, contenente 1 o talora 2 semi. Tutta la pianta è verde grigiastra e pubescente.

I semi sono rotondeggianti e lisci in certi tipi, rugosi, angolosi e rostrati (“a testa di ariete”) in altri, il colore più comune è il giallo, ma ci sono ceci con tegumento seminale rosso o marrone. Le dimensioni dei semi: esistono varietà a seme grosso e varietà a seme piccolo.

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Dopo l'essiccazione, i ceci devono essere posti in acqua fredda per circa 12 ore, prima di essere cucinati. I ceci essiccati possono successivamente essere tostati oppure utilizzati mediante macinazione per la preparazione di farine.

Nei vari paesi di consumo tanti sono i piatti dove vengono introdotti nelle varie ricette.

 

ALLERGENI da www.allergome.org

Cic a 1 = 7S vicilina

Cic a 10 = Heat shock Protein 70 o HSP-70

Cic a 2S Albumina

Cic a 4 = Bet v 1-like

Cic a 6 = 11S globulina, legumina

Cic a Albumina = albumina dei semi


Nel lavoro di Bar-El Dadon S, et al.  (2013) sono state identificate due verosimili  proteine allergeniche nella frazione globulina del cece: una proteina di 50 kDa vicilino-simile, e una subunità basica della proteina legumino-simile,  entrambe riconosciute dalle IgE specifiche  di sieri di pazienti al cece. Questa identificazione effettuata  su base molecolare consente di comprendere la cross-reattività tra cece, lenticchia e pisello in quanto vi è una identità di sequenza aminoacidica tra la proteina vicilino-simile qui identificata  con la variante allergenica della lenticchia  Len c 1.0101 e gli allergeni del pisello Pis s 1 e Pis s 2. 

(leggere anche i lavori sui rispettivi allergeni molecolari sempre nella sezione EZIOLOGIA)

Gli effetti dei procedimenti termici sulla IgE reattività al cece sono le medesime descritte per le lenticchie (Cuadrado C, e al. 2009).


Epidemiologia

Non ci sono molti dati sulla percentuale di allergici al cece in particolare nella popolazione pediatrica. Si deve anzitutto suddividere principalmente due zone: quella mediterranea a basso consumo e quella asiatica ad alto consumo.

Nell’area mediterranea ci viene in aiuto lo studio del 2008 di Martinez San Ireneo  con 54 soggetti in età pediatrica  reclutati in base a stretti criteri tra i quali quello di avere  almeno una allergia ad un qualsiasi legume. I soggetti con una allergia ad un solo legume erano 17 pari al 31%  così distribuiti: 7  all’arachide, 8 alle lenticchie, 1 al fagiolo bianco e 1 al cece (quindi meno del 2%).

Nell’area asiatica ci dobbiamo riferire allo studio di Patil SP, e al. del 2001 su 1400 pazienti arruolati random  a Mumbai (India).ì, si sono trovati  142 soggetti con una storia clinica di allergia a vari alimenti, e 59 soggetti con il cece pari al 4,2 % del totale.  

 

Vie di sensibilizzazione e manifestazioni cliniche

Le vie di sensibilizzazione sono come per gli altri legumi rappresentate principalmente dalla ingestione e dalla inalazione dei vapori di cottura dei ceci.

Le manifestazioni cliniche sono le medesime di quelle della lenticchia : dall’anafilassi, alle reazioni cutanee (orticaria, angioedema)  all’asma.

Nel lavoro già citato di Patil SP, e al.  viene descritto che un’alta percentuale di allergici al cece manifestavano dopo test di provocazione orale reazioni cutanee (orticaria, angioedema) e che ciò veniva spiegato  dal fatto che i soggetti potevano essere stati sensibilizzati in età precoce quando veniva  loro applicata sulla cute  una specie di pasta composta da farina di ceci (possibile sensibilizzazione da contatto?).

Anche nello studio di Martinez San Ireneo M, e al. del 2008 si conferma come i sintomi che si sviluppano dopo challenge sono stati di tipo respiratorio e di tipo cutaneo nonostante che i soggetti reclutati siano stati dell’area mediterranea e non asiatica come il lavoro di Patil.


Diagnostica.

Nel lavoro di Patil  si sottolinea come il prick test raggiungeva un valore predittivo del 100% solo se negativo; se positivo i  valori di predittività e di specificità  erano del 64 e del 75 % rispettivamente.

Nel lavoro di Martinez San Ireneo M. (2008) l’esecuzione dei prick tests sono stati eseguiti con materiale bollito e con materiale crudo : i risultati sono stati molto più significativi con l’estratto bollito confermando e allargando i risultati di Martinez M, et al. del 2001 riferiti alla sola  lenticchia ; non solo il diametro medio della risposta cutanea all’estratto bollito risultava significativamente più grande rispetto a quello ottenuto da soggetti tolleranti.

Il test di riferimento rimaneva il DBPCFC (double-blind, placebo-controlled food challenge) anche se la sua esecuzione richiedeva  tempo e idoneo ambiente protettivo. In questo anche oggi il test di provocazione orale in doppio cieco rimane il gold standard della diagnostica alimentare.


Cross-reattività.

Nella maggior parte dei casi l’allergia al cece si manifesta in associazione con allergia alla lenticchia e/o ai piselli (Patil SP,2001; Martinez San Ireneo M, 2008) : questo fatto viene spiegato dal lavoro di Bar-El Dadon S, e al. del 2013 in quanto gli allergeni 7S e 11S globuline del cece cross-reagiscono con quelli della lenticchia e del pisello (come già accennato).


Principali fonti documentali

Bar-El Dadon S, Pascual CY, Eshel D, et al. Vicilin and the basic  subunmit of legumin are putative chickpea allergens. Food Chem 2013;138:13-18.

Chang Y-W, Alli I, Molina AT, et al. Isolation and characterization of chickpea (Cicer arietinum L.) seed proteins fraction. Food Bioprocess Technol 2012;5:618-625.

Cuadrado C, Cabanillas B, Pedrosa MM, et al. Influence of thermal processing on IgE reactivity to lentil anc chickpea proteins. Mol Nutr Food Rs 2009;53:1462-1468.

Martínez San Ireneo M, Ibáñez MD, Sánchez JJ, et al. Clinical features of legume allergy in children from a Mediterranean are. Ann Akkergy Asthma Immunol 2008;101:179-184.

Martínez San Ireneo M, Ibáñez Sándin MD, Fernández-Caldas, et al. The diagnostic value of crude or boiled extracts to identify tolerant versus nontolerant lentil-sensitive children. Ann Allergy Asthma Immunol 2001;86:686-690.

Niphadkrar PV, Patil sp, Bapat MM. Chickpea-induced anaphylaxis. Allergy 1997;52:115-116.

Patil SP, Niphadkar PV, Bapat MM. Chickpea: a major food allergen in the Indian subcontinent and its clinical and immunochemical correlation. Ann Allergy Asthma Immunol 2001;87:140-145.

www.agraria.org

www.allerdata.com

www.allergome.org